Medicina: Oncoematologia pediatrica: Leucemia linfoblastica acuta
Italiano |
tmo-a |
  |
|
Attestazione |
3
|
Variante |
trapianto di midollo osseo autologo
|
Definizione |
Infusione di cellule staminali del paziente stesso. La terapia di numerose neoplasie ematologiche e di alcuni tumori solidi ha mostrato un effetto dose-risposta, cioè l´aumento di risposte positive proporzionali all´aumento della dose di farmaci antiblastici e/o di radiazioni ionizzanti somministrate al paziente. Il principale fattore limitante la posologia della terapia antiblastica è rappresentato dalla tossicità midollare: l´incrementare la dose dei farmaci antiblastici oltre un certo limite comporta l´insorgenza di mieloaplasie di lunghissima durata o addirittura irreversibili, con conseguente morte del paziente per infezione e/o emorragia. Da queste premesse consegue che un paziente portatore di una neoplasia maligna chemio-radio sensibile è un potenziale candidato all´infusione di cellule staminali autologhe. Infatti, questa procedura permette di somministrare al paziente un carico di farmaci citotossici (addizionato o meno con radiazioni ionizzanti) molto elevato (regime di condizionamento), definito “sovramassimale”, in quanto non consente il recupero ematologico spontaneo: il ripristino, al termine della terapia, di normali funzioni emopoietiche viene affidato alla reinfusione di cellule staminali del paziente, in precedenza adeguatamente raccolte e conservate. Dal punto di vista operativo, dopo aver stabilito l´indicazione alla infusione di cellule staminali autologhe, ne viene effettuata la raccolta; in seguito, il paziente viene sottoposto al regime di condizionamento, al termine del quale le cellule staminali precedentemente prelevate e conservate vengono reinfuse attraverso una vena periferica; segue un periodo di pancitopenia severa, durante il quale il paziente va incontro a possibili danni tossici a carico del fegato e del tubo gastroenterico in particolare, e a complicanze infettive ed emorragiche. In un periodo di tempo variabile tra 14 e 30 giorni avviene la ricostituzione ematologica, con il progressivo ripristino di un quadro midollare qualitativamente normale e di normali valori ematologici nel sangue periferico.
|
Fonte definizione |
Tura,S. Lezioni di Ematologia.
|
Contesto |
Con il limite delle considerazioni suddette vanno interpretati i risultati del TMO-A riportati in letteratura che segnalano curve di sopravvivenza libera da leucemia in pazienti trapiantati in prima remissione pari al 35% a 3-5 anni; questi risultati, quando sono correlati per età, fattori di rischio e timecensoring, appaiono simili a quelli ottenuti con una chemioterapia intensiva e modicamente inferiori a quelli ottenuti con TMO allogenico. Per quanto riguarda infine l´uso del TMO-A come trattamento alternativo alla chemioterapia post-remissione risulta difficile stabilirne il ruolo, in quanto la maggior parte dei pazienti autotrapiantati ha ricevuto uno o più cicli di chemioterapia dopo il conseguimento della remissione. A tal fine sarà pertanto necessario condurre uno studio randomizzato che prevede o chemioterapia o TMO-A subito dopo il conseguimentodella remissione. In conclusione, allo stato attuale delle conoscenze, mancano ancora solide basi scientifiche per adottare il TMO-A nel trattamento della LAL fino a quando alcuni problemi fondamentali non saranno risolti.
|
Fonte contesto |
it01
|
Sinonimo |
TMO autologo, ATMO, infusione di cellule staminali, autotrapianto
|
Dominio |
Oncoematologia pediatrica
|
Concetto generico |
TMO
|
de |
autologe KMT
|
en |
autologous bone marrow transplantation
|
Grado di affidabilità |
3
|
|